Racconto di padre Seraphim
Era fine novembre dell'anno 1999 quando entrai nella Chiesa Ortodossa San Basilio di Bologna, subito rimasi impressionato dalle icone e dalla solennità della funzione. Anche se linguisticamente non capivo niente, ero molto attratto dalla preghiera e mi ripromisi di tornare anche perché l'atmosfera mi ricordava la mia infanzia. Così è successo fino ad oggi, la nostra piccola chiesa è diventata la mia seconda casa e la parrocchia la mia seconda famiglia.
Molti amici si meravigliarono di questa mia scelta, anche perché all'epoca ero un fervente cattolico-romano molto impegnato sul campo della catechesi. Ma dentro il mio cuore c'era una grande ansia e ricerca della Verità, quella con la V maiuscola, e la chiesa romana non riusciva a soddisfare fino in fondo questa mia sete. C'è da dire questo: io sono nato a Bologna, ma la mia famiglia è originaria di un piccolo paese incastonato fra le verdi colline dell'Appennino emiliano, San Chierlo, ridente frazione in Comune di Monte San Pietro, paese dove in pratica sono cresciuto fino all'età di 11 anni. Ah, il mio bel paesino con la sua chiesa dedicata al martire San Biagio vescovo di Sebaste in Armenia, dove le campane suonano a festa per richiamare i fedeli a preghiera. Non faccio per vantarmi, ma le campane di San Chierlo sono le migliori di tutta la valle del torrente Lavino, dove il cristianesimo si imparava fin da piccoli, si respirava naturalmente come l'aria perché ogni giorno era un compenetrarsi di Dio nella vita normale tramite un proverbio, una festa, un santo, un'immagine, una pianta, una preghiera, un gesto.
Da noi in montagna la riforma che ha investito la chiesa romana dopo il 1965 è arrivata in ritardo e io e la mia famiglia siamo rimasti attaccati alle tradizioni latine antiche, quelle che facevano la chiesa romana molto più simile alla Chiesa Ortodossa: astinenza il venerdì, digiuno dalla sera prima di ricevere la Santa Comunione, il prete voltato verso l'altare quando canta la Liturgia...insomma quella era la mia chiesa.
Ma col passare del tempo la chiesa romana è fortemente cambiata, e quasi non me ne sono accorto, almeno razionalmente, ma dentro di me ho sempre sentito come se qualcosa mancasse. Quando incontrai la Chiesa Ortodossa rimasi profondamente colpito: la Fede degli ortodossi, la loro devozione, la loro teologia semplice e schietta come la nostra gente di montagna, il prete voltato dalla parte giusta quando canta la Liturgia come avevo visto in un vecchio librino di preghiera in casa da mia nonna...ecco ciò che stavo cercando: la Fede dei miei padri! Mi resi conto che la mia vita cristiana precedente all'incontro con l'Ortodossia, era stata sempre molto diversa da quella degli altri cattolici-romani, perché era legata a qualche santo, qualche giorno, qualche devozione particolare, al digiuno e alla preghiera...era un preludio a quell'Ortodossia che ora posso gustare interamente.
Ringrazio il Signore Gesù per avermi fatto varcare in quel lontano giorno la porta della Chiesa di San Basilio a Bologna, e per avermi accolto, me povero peccatore, nel gregge della sua Vera Chiesa, la Santa Chiesa Ortodossa.
Oh Signore gloria a te.
Ieromonaco Seraphim (Valeriani)
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